Il cantiere dei motoscafi è ripartito alla grande.
Innanzitutto mi sono procurato i disegni di costruzione originali, con i quali ho iniziato la costruzione "in tecnica classica" degli scafi. I due motoscafi hanno scafi praticamente identici, quindi ho lavorato in parallelo.
Per i ponti, che nel vero sono rivestiti in teak in listoni da 5cm, ho tagliato a striscette da 0,5 mm un listello di tiglio 10x0,5, l'ho tinto in teck e l'ho montato sporcando le giunzioni con la matita, in modo da simulare la riga di giunzione nera del vero. La massima precisione l'ho ottenuta montando le striscette in verticale, azzerando quindi gli errori, pur minimi, che ho inevitabilmente avevo commesso nel taglio del listelli, ed ho ottenuto un listellato di 0,5mm assolutamente perfetto.
Se gli scafi sono uguali (a parte la propulsione, di cui parlo più avanti), per le tughe non si può dire lo stesso, essendo simili nella forma ma diverse nei dettagli. Ho iniziato dal motoscafo più recente (MCN1675), di cui ho ampia documentazione fotografica grazie al sito del cantiere che l'ha realizzata (
https://www.venetianwoodenboat.com/amer ... ender.html).
Finita la tuga, ho completato gli scafi con le eliche ed i timoni. Ho accennato che i due motoscafi sono diversi nella propulsione, infatti se il più vecchio (NC90) è dotato di un solo motore e quindi una sola elica con un solo timone, MCN1675 è invece più performante ed è motorizzato con una coppia di motori diesel, che muovono due eliche (controrotanti anche nel modello) e, ovviamente, ogni elica aziona un timone.
Il radar e le battagliole in acciaio inox (ho trovato del filo inox, usato in bigiotteria, da 0,3mm di diametro, quindi in scala con le battagliole della nave vera), e le rifiniture in alluminio (le cornici delle finestrature) completano l'estetica di questo "modello nel modello".
Dulcis in fundo, MCN1675 ha la tuga illuminata dall'interno (lo sarà anche NC90), motivo per cui ho dovuto "sporcare" lo scafo con due lamelle di contatto per prendere l'alimentazione dalla nave, attraverso una contattiera posta sulla sella dell'invaso. fortunatamente queste due lamelle sono in un posto praticamente invisibile, quindi non danno fastidio all'estetica ed alla qualità del lavoro.
Di seguito le foto dei vari passaggi