Regia Corvetta "CICOGNA" - Classe "GABBIANO"

Sezione dedicata al Modellismo Navale Dinamico

Re: Regia Corvetta "CICOGNA" - Classe "GABBIANO"

Messaggioda Alessandro62 » 16/10/2026, 21:31

Ciao Francesca,
tutto dipende dalla quantità di diluente che usi. Se l'alcool isopropilico puro al 99,9% viene miscelato in quantità inferiori al 4 - 5 % la catalisi non viene compromessa e nemmeno la resistenza finale. L'alcool deve essere aggiunto solo dopo che resina e catalizzatore sono stati miscelati accuratamente tra loro. Se si usa un diluente specifico per resina epossidica, ancora meglio, sempre rimanendo entro la percentuale sopra indicata. Ho tratto questi dati dalla scheda tecnica del prodotto che uso e ho effettuato delle prove preliminari confrontando il risultato con la resina non diluita. La polimerizzazione avviene comunque e la resistenza strutturale non è compromessa.
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Re: Regia Corvetta "CICOGNA" - Classe "GABBIANO"

Messaggioda Francesca » 16/10/2026, 22:25

Ok, grazie per questi ultimi aggiornamenti. Quando ero allieva all’Istituto Centrale per il Restauro (oramai 60 anni fa) se si osava vagamente ipotizzare di diluire la resina epossidica (una novità per quell’epoca), i professori ti cacciavano via a calci… :lol: Bè,è passata parecchia acqua sotto i ponti :P
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Messaggioda Alessandro62 » 27/10/2026, 11:15

In sede di costruzione, ho pensato di utilizzare due mini servocomandi per la rotazione dei tubi lanciasiluri collocati subito dietro lo scalino tra i due ponti. Siccome il centro di rotazione dell'affusto capitava (guarda caso!) proprio in corrispondenza di un'ordinata (la n° 9), ho dovuto tagliarla per fare spazio all'alloggiamento.
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Da un blocco di balsa, ottenuto incollando vari strati di una tavoletta da 2 cm di spessore, ho realizzato le guance per la rifinitura della prua e della poppa.
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Messaggioda Alessandro62 » 27/10/2026, 11:24

Gli elementi per rifinire la prua e la poppa sono stati sgrossati col tagliabalsa, incollati in sede e successivamente carteggiati. L'operazione ha richiesto un lungo e paziente lavoro, per cercare di ottenere un risultato simmetrico.
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Dopo una levigatura finale con carta abrasiva grana 220, lo scafo è finalmente pronto per la "glassatura" con tessuto in fibra di vetro e resina epossidica.
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Re: Regia Corvetta "CICOGNA" - Classe "GABBIANO"

Messaggioda alimurimeta » 27/10/2026, 18:38

Complimenti Alessandro, gran bel lavoro da vero "ebanista". Il modello prende sempre più forma.

Seguo come sempre con grande interesse.

Saluti
    Francesco G. - ALIMURIMETA
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Messaggioda Alessandro62 » 04/11/2026, 21:38

Assecondando la richiesta di un Socio Amirel descrivo nel dettaglio il procedimento che utilizzo per la laminazione dello scafo con resina epossidica. Preliminarmente, occorre preparare l’ambiente di lavoro con tutto il materiale che ci servirà:
• Guanti in lattice;
• Pennello piatto a setole morbide almeno 4 cm di larghezza;
• Rullino in gommapiuma;
• Alcool denaturato per la pulizia;
• Alcool isopropilico per eventuale diluizione della resina;
• Forbici (col filo che taglia!);
• Righello;
• Cutter con rotella;
• Bicchieri di carta per miscelare la resina;
• Resina epossidica;
• Bilancino di precisione al decimo di grammo;
• Pennarello.

TESSUTO
Parliamo del tessuto. Utilizzo il tipo da 80 gr/mq acquistato in rotoli di altezza standard 1 metro e lunghezza, quanta ne richiedete al commerciante (mi servo da “Sorvolando Compositi”). Il tessuto va disteso su un tavolo e tagliato nella giusta dimensione. Per fare questo, misurate la lunghezza totale del vostro scafo e aggiungete 10 cm per essere sicuri. Per l’altezza, misurate lo scafo in corrispondenza dell’ordinata maggiore, servendovi di un metro di carta e aggiungete un paio di cm. La lavorazione verrà effettuata su un semiscafo alla volta, soprattutto se le dimensioni del vostro modello sono generose. Il taglio del tessuto va CATEGORICAMENTE effettuato mediante un cutter a lama rotante. Purtroppo la fibra di vetro ha una pessima caratteristica: “non mi guardare che mi sfilaccio da sola!”

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Una volta tagliata la pezza a misura, adagiatela sul semiguscio del vostro scafo, con il bordo del tessuto che si sovrappone alla linea di chiglia per circa un centimetro e tenetela in posizione con un paio di pesi.
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Lasciale che si adagi sulle fiancate e segnate col pennarello una linea che ecceda il bordo dello scafo di circa 1,5 cm. Rimuovete il tutto e rifilate la pezza lungo il segno tracciato col pennarello.
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RESINA
E adesso, la resina. Qualsiasi prodotto utilizziate, prendete l’abitudine di scaricarvi dal sito del produttore o dal web, la scheda di sicurezza e la scheda tecnica. Io utilizzo la Resina L285 + il Catalizzatore L287. È un sistema epossidico da laminazione, approvato dall’Autorità Federale Aeronautica Tedesca per la lavorazione di fibre in vetro, carbonio e aramidica. Il rapporto di miscelazione è 100:40 in peso e 100:50 in volume. Sono solito servirmi di un bilancino di precisione. La temperatura ambiente non dovrebbe essere inferiore ai 20 gradi. Più la temperatura è elevata, minore è il tempo di polimerizzazione del prodotto. Miscelate accuratamente i due componenti (almeno un paio di minuti). Se occorre, aggiungete alcool isopropilico per la diluizione, avendo l’accortezza di non superare il 5% della miscela catalizzata.
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Messaggioda Alessandro62 » 04/11/2026, 21:45

PROCEDIMENTO
Di solito preferisco lavorare su un semiguscio per volta. La metà dello scafo va spennellata con la resina, in modo che il legno venga impregnato per bene. Questa operazione è importante. Il legno, soprattutto le essenze più porose (tipo balsa), sono avide di resina. Se in questa fase applicaste in contemporanea anche il tessuto, l’adesione sarebbe precaria, visto che buona parte del prodotto viene assorbita. Lasciate asciugare il tutto per circa 6/7 ore (dato puramente indicativo poiché dipende dal tipo di resina e dalla temperatura ambiente). Controllate che al tatto, la resina abbia assunto una consistenza gommosa e non appiccichi più alle dita.
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Stendete la pezza preparata in precedenza sul semiguscio, avendo l’accortezza di mantenere la sovrapposizione di circa un centimetro sulla linea di chiglia. Servendovi del rullino in gommapiuma adattate bene il tessuto su tutto lo scafo. Il tessuto rimarrà aderente alla superfice per il fatto che la resina conserva un residuo infinitesimo di appiccicosità. A questo punto siete pronti per applicare la “glassatura” di epossidica.
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Iniziate a resinare partendo dalla linea di chiglia “picchiettando” il tessuto col pennello, in modo da fissarlo. Proseguite poi col rullino, muovendolo in senso longitudinale, sia lungo la parte inferiore dello scafo che sulle fiancate. Una volta che tutta la superfice sarà impregnata, potete effettuare dei passaggi in senso verticale per rimuovere eventuali eccessi. Effettuate più passaggi incrociati, in modo da annegare per bene la trama e uniformare il tutto. Nei punti ove le curve sono particolarmente accentuate, effettuate se necessario alcuni tagli con le forbici, per adattare il rivestimento alla forma. A prua, sul tagliamare, conviene rivoltare il tessuto in modo che finisca per poco più di un centimetro sulla faccia opposta a quella che state lavorando. Lasciate asciugare il tutto per almeno 24 ore, dopodiché ripetete il procedimento sull’altro lato. Quando la resina sarà completamente polimerizzata, date una leggera passata a tutto lo scafo con carta abrasiva grana 150 ed effettuate una “glassatura” finale leggera, giusto per sigillare il tutto ed evitare che si intravedano punti in cui affiora la trama del tessuto.
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Messaggioda Alessandro62 » 05/11/2026, 9:53

ERRATA CORRIGE
Perdonatemi, ma nella descrizione del procedimento ho detto una inesattezza. Dopo aver impregnato lo scafo con la resina, in modo che il legno possa assorbirla, la stessa deve essere fatta asciugare per circa un'ora o poco più. In tale maniera la resina rimane sufficientemente appiccicosa e la stesura successiva puuò essere fatta "bagnato su bagnato" migliorando l'adesione. Cura particolare va posta nella posa del tessuto. Se sbagliate e cercate si sollevarlo anche parzialmente per riposizionarlo, rischiate di tirare le fibre e compromettere la tramatura. Utilizzate sempre il rullo di gommapiuma per stenderlo e fare aderire bene le fibre allo strato di resina sottostante. Con un pò di pratica vedrete che riuscirete ad ottenere risultati soddisfacenti.
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Re: Regia Corvetta "CICOGNA" - Classe "GABBIANO"

Messaggioda carloroma63 » 05/11/2026, 10:15

Pulitissimo, come al solito. Mi piace il termine "glassatura", rende bene l'idea. E' una fase necessaria per andare a riempire i microfori del tessuto, che emergerebbero in fase di carteggiatura e che si rivelano poi veramente bastardi da stuccare (la trama continua a riemergere).
Personalmente non faccio la prima passata di sola resina sullo scafo, mi basta bagnarlo bene prima di appoggiare il tessuto.
Volendo si può fare anche l'intera chiglia in una applicazione sola, dipende dalla forma dello scafo, tanto il tessuto ha la capacità di seguire molto bene le curve.
L'unico problema, che c'è sia lavorando metà scafo come hai illustrato tu che lo scafo intero, è proprio la chiglia. Se sporge, il tessuto tenderà a tendersi ed a fare la bolla, andando a rovinare l'estetica di questa parte. In questo caso, io preferisco fermare il tessuto a ridosso della chiglia e lasciare quest'ultima senza tessuto. Non è un problema in quanto, comunque, il legno si impregna bene di resina e diventa assolutamente impermeabile e stabile. Una altra possibile soluzione sarebbe di lavorare in sottovuoto, ma occorre vedere se lo scafo lo tollera senza deformarsi: dopo aver steso il tessuto, si racchiude tutto in un sacco ermetico e si aspira l'aria (basta poca depressione, non occorre il vuoto assoluto) e la pressione dell'aria esterna costringerà il tessuto a seguire molto fedelmente il sottostante scafo in legno.
Se non si ha modo di fare il sottovuoto, si può usare uno stratagemma diverso. Dopo aver steso il tessuto, si si copre con il domopac e poi si copre tutto con qualche centimetro di sabbia, sfusa o in sacchetti morbidi: il suo peso farà lo stesso lavoro dell'aria.
Altra cosa, io uso il 40 grammi invece dell'80. E' più morbido e segue meglio le curve dello scafo. Per tagliarlo, se non si ha a disposizione il taglierino a ruota si può usare del nastro di carta, che tratterrà molto bene le fibre anche tagliandole con le forbici.
Carlo
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Messaggioda Alessandro62 » 05/11/2026, 11:50

Ciao Carlo,
se la chiglia sporge oltre il fasciame, hai ragione. Il metodo da te suggerito è valido e farei lo stesso. Nel mio caso, la chiglia è a filo di fasciame, per cui la superfice è piatta. Una sovrapposizione del tessuto di circa un cm per parte ritengo sia indispensabile. Una volta applicata la mano finale di resina per sigillare il tutto (i microfori) lascio asciugare bene lo scafo (almeno 36 ore) dopodiché dò una prima sgrossatura utilizzando una lama nuova di tagliabalsa. La passo perpendicolare alla superfice, in modo che agisca da pialla (infatti si producono tanti bei riccioli di resina!). La rifinitura poi avviere con la carta abrasiva. Non liscio eccessivamente, in modo che la mano di fondo successiva abbia una superfice appena ruvida alla quale aggrapparsi. In tutti i miei modelli utilizzo un primer epossidico bicomponente di colore bianco della linea Veneziani Yachting (è impiegato sulle barche vere). E' un prodotto veramente ottimo, sovraverniciabile anche a distanza di tre mesi senza necessità di carteggiarlo. Si chiama Adherpox.

Un caro saluto e buon modellismo!

Alessandro
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